di Roberto Lorenzetti
Secondo i dati Istat, gli italiani residenti all’estero sono oltre 6,6 milioni: più degli abitanti dell’intero Lazio. Il numero di espatri (dati ISTAT, che al 31 dicembre 2025 ne conta 6 milioni e 604mila) è in continua crescita, anche se il ritmo sta rallentando.
Quasi 9 su 10 vivono in Europa o in America centro-meridionale. Le destinazioni più ambite da chi ha lasciato l’Italia nel 2025 sono state Spagna
e Germania.
Vediamo quali sono le fasce d’età più colpite da questa “migrazione”, da quale regione italiana avvengono più espatri e perché così tanti italiani lasciano il Bel Paese.
Oltre 6,6 milioni di italiani vivono all’estero
Al 31 dicembre 2025 gli italiani residenti abitualmente all’estero erano 6 milioni e 604 mila: di questi, solo una minoranza (il 30%) è nato in Italia.
La popolazione comprende infatti anche generazioni di discendenti di emigrati: l’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) conteggia infatti come cittadini italiani residenti all’estero non solo le persone nate in Italia ma attualmente residenti in un Paese estero, ma anche le persone di origine straniera che hanno acquisito la cittadinanza italiana ma vivono stabilmente fuori dal Bel Paese e i nati all’estero da genitori con cittadinanza italiana. La cittadinanza può infatti essere trasmessa per iure sanguinis, cioè per discendenza da cittadini italiani, secondo le condizioni previste dalla legge.
La crescita annuale è stata di poco meno del 3%, in rallentamento rispetto al +5% registrato nel 2024. A incidere sulla variazione è soprattutto il calo delle nascite: nel 2025 sono nati all’estero poco più di 16mila bambini con cittadinanza italiana, il 37% in meno rispetto all’anno precedente. Tuttavia, parte di questa diminuzione è legata a questioni “tecniche” e non demografiche: la nuova normativa sulla cittadinanza entrata in vigore nel 2025 ha reso più stringenti le condizioni per la trasmissione della cittadinanza italiana per discendenza ai figli nati all’estero.
Nel 2025 gli italiani che sono partiti dall’Italia sono stati più di quelli rientrati: a fronte di circa 109 mila espatri, sono stati invece circa 56 mila i rimpatri. Tuttavia, rispetto al 2024 gli espatri sono diminuiti del 23%, mentre i rimpatri sono calati del 3%. Questo forte calo degli espatri va però interpretato alla luce del dato eccezionalmente elevato registrato nel 2024, anche in relazione all’introduzione delle norme più stringenti che hanno riguardato le iscrizioni all’AIRE.
Le età e le regioni più colpite dall’espatrio
Il 52% delle partenze avvenute nel 2025 è stata dal Nord Italia, il 17% dal Centro e il restante 31% nel Mezzogiorno. La regione dalla quale sono partite più persone è la Lombardia, con circa 22 mila espatri: quasi un quinto del totale.
Oltre un terzo degli espatri avviene tra i 25 e i 34 anni (36%), mentre il 13% tra i 18-24 anni. Tuttavia, sta diventando sempre più frequente anche la scelta di trasferirsi all’estero dopo il pensionamento, spesso per beneficiare di un minor costo della vita e ad un migliore trattamento fiscale. Attualmente, gli italiani pensionati residenti all’estero sono circa 347mila, di cui il 72% è nato in Italia.
Paesi con più residenti italiani
Quasi 9 italiani residenti all’estero su 10 vivono in Europa oppure in America centro-meridionale. In particolare:
Europa: 53% ![]()
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America centro-meridionale: 34%
America settentrionale: 7,5%
Oceania: 3%
Asia: 1%
Africa: 1%
Questa distribuzione attuale è il risultato di migrazioni avvenute in periodi storici diversi. Ad esempio, in America Latina, la presenza italiana è legata soprattutto alle grandi ondate migratorie del passato e alle successive generazioni di discendenti.
L’Europa rimane di gran lunga la principale destinazione degli espatri più recenti (75,5% nel 2025).
Le principali destinazioni sono:
Spagna: circa 13mila espatri
Germania: circa 13mila
Svizzera: circa 12mila
Regno Unito: circa 11mila
Francia: circa 9mila
Da sole, queste cinque destinazioni hanno accolto oltre la metà degli italiani espatriati nel 2025 (53%). Fuori dall’Europa spiccano invece gli Stati Uniti, destinazione del 6% degli espatri, e il Brasile (3%).
La mobilità degli italiani non si ferma però al primo trasferimento: una parte degli italiani cambia infatti successivamente Paese estero di residenza. Dall’Argentina e dal Venezuela, per esempio, molti trasferimenti successivi hanno come destinazione la Spagna. Per gli italiani provenienti dal Brasile, la destinazione successiva è invece il Portogallo. Anche all’interno dell’Europa si osservano spostamenti tra Paesi: dalla Germania e dalla Francia ci si sposta più frequentemente verso la Svizzera, mentre dal Regno Unito e dai Paesi Bassi si punta soprattutto la Spagna.
Le destinazioni europee con una presenza più significativa di pensionati italiani sono invece Spagna, con circa 13mila persone, e Portogallo, con circa 4mila.
Fuori dall’Europa emerge la Tunisia, con circa 3mila pensionati italiani residenti. Sono presenti numeri significativi di pensionati italiani anche in Croazia (circa 3mila), e Romania (circa 2.500). In questi due Paesi, però, circa un pensionato italiano su tre è nato nel Paese di residenza: si tratta quindi anche di cittadini italiani per acquisizione che, arrivati alla pensione, hanno fatto ritorno nel Paese di origine.
Da quali Paesi tornano gli italiani?
Anche per i rimpatri verso l’Italia, l’Europa ha un ruolo centrale. Oltre un terzo dei circa 56mila rientri del 2025 proviene da Germania, Regno Unito e Svizzera. Seguono Stati Uniti, Francia e Brasile.
Questi dati mostrano quindi una mobilità che non è necessariamente a senso unico: molti italiani si trasferiscono all’estero, ma una parte torna successivamente in Italia.
Anche per i rimpatri, il Nord Italia rappresenta la principale area di destinazione: nel 2025 vi è arrivato il 48% dei rientri, contro il 20% diretto verso il Centro e il 32% verso il Mezzogiorno. La Lombardia è nuovamente al primo posto, con il 18% dei rimpatri, seguita da Sicilia (10%), Lazio (9%) e Piemonte (8%).
Fonte Geopop






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